martedì 15 gennaio 2008

Saro (Pretty Saro)


Pretty Saro è una storia, semplice e infinita. Pretty Saro è un riassunto; una teoria. È una dimostrazione di come la vita, l'amore e i suoi specchi perseverano in circoli, costanti, infiniti, eppure senza memoria. Pretty Saro è stata scritta chissà quanto tempo fa, da un europeo divenuto per forza di cose americano, da un popolo vecchio come il mondo che è risorto sotto nuovi cieli.

Ci sono ambientazioni del 1749, del 1849 e più recenti. Dopo revival folk anni '60 come Bert Jansch, Shirley Collins e Doc Watson ce la ripropone Sam Amidon, newyorkino del Vermont, già visto in formazioni neo-folk come gli Stars Like Fleas. L'interpretazione è giusta, Saro è lontana, l'Europa è dall'altra parte di un oceano invalicabile perfino con il pensiero. Tutto si reinterpreta. I costumi, le tradizioni i vecchi gesti del vecchio continente. Tutto è antico, tutto è nuovo, nulla è dimenticato.





I came to this country in eighteen forty-nine
I thought myself lucky for to be alive
And I looked all around me no one could i see
that i could compare with my Pretty Saro

I
wish I was a poet —could write a fine hand
I'd write my love a letter that she might understand
I'll send it by the waters where the isles overflow
And think of pretty Saro wherever I go

It's not the long journey I'm dreading to go
Nor leaving of this country for the debts that I owe
There is but one thing that grieves me, troubles my mind
That's a-leaving pretty Saro, my true love, behind

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Arrivai in questo paese nel 1849
e mi considerai fortunato ad essere vivo
mi guardai intorno, e non c'era nessuno
che potessi paragonare alla mia bella Saro

Vorrei essere un poeta –scrivere a bella calligrafia
Scriverei una lettera al mio amore, che le farebbe capire
La manderei per le acque, lì dove strabordano sulle isole
e penserei alla mia bella Saro, ovunque andrei.

non è il viaggio che mi fa paura
neanche lasciare questo paese per i debiti che ho
ma c'è una cosa che mi duole, che affligge la mia mente
ed é lasciare la bella Saro, il mio amore.
Trad. AdN

3 commenti:

valentina ha detto...

maledettamente malinconica...
ma è esattamente ciò in cui volevo perdermi adesso, un venerdì di fine-influenza, obbligata a restare a casa.

felice di vederti scrivere di nuovo un po' di cose qui!

Friends of Enemies ha detto...

grazie, saperti lì a leggere me malata mi fa sorridere,
spero tu stia meglio presto.

adn.

ps.
se non scrivo lì controlla friendsofenemies.blogspot.com

diego ha detto...

Questo ragazzino mi piace, lo seguo dall'anno scorso, da quel "But This Chicken Proved False Hearted" segnalatoci da Borguez.

Riguardo alla canzone... anch'io ho scelto un pezzo dalle radici storiche per il commiato del Pulpito!