lunedì 29 gennaio 2007

About the relentless and the park benches in winter



Ci piacciono i gruppi "letterari". Anche se a vederlo, Craig Finn degli Hold Steady ha veramente poco di letterario, si laurea nel '93 a Boston, va in giro per vari gruppi, finisce a Brooklyn. Nel suo ultimo disco, Boys And Girls In America, riprende il tema di Separation Sunday che è un racconto musicato sulle vicende di Holly: dei suoi fantasmi, delle sue vicende di droghe e di come tutto le si trasforma in una visione tra il mistico cattolico, W.B. Yeats e un riff degli AC/DC.

Craig Finn scrive di quello che vede, a sua maniera descrive un'America dei sobborghi, ma senza facilonerie, senza clichè di povertà- gente che vive una vita ai margini, e tutto sommato a volte ci sta bene.

Questo è un disco per certe cose più raffinato dei precedenti, e per questo ci piace un po' meno. Ma è comunque un disco molto pieno, delle descrizioni di personaggi soprattutto. Riappaiono delle storie che sembrano fluire e non avere ne inizio ne fine, e riappaiono anche delle istantanee...C'è un momento in cui conosci una ragazza, quando ti appare perfetta, il minuto di luce che illumina una pagliuzza di biondo, o degli occhi profondi. C'è un momento in cui quella ragazza è infinita. Riappare Holly e riappare Charlemagne, entrambi più vivi che mai.

Ascolta Finn che ci racconta il loro primo incontro:

First Night

"[...] charlemagne pulls street corner scams
gideon's got a pipe made from a pringles can.

holly's insatiable.
she still looks incredible.

but she don't look like the same girl we met.

on that first night.


she was golden with barlight and beer.

she slept like she'd never been scared.


and then last night
she said words alone never could save us.
and then last night
she cried when she told us about jesus...
[...]"

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