mercoledì 24 gennaio 2007

Editoriale -London Hipsters -Of Decadence and Defence

Questo editoriale segue le, a volte violentissime, battute espresse da noi e da voi sull'articolo riguardo ai Klaxons. Non aggiungeremo altro musicalmente parlando, quindi se non avete voglia di leggere delle riflessioni su temi socio-culturali, questo è il momento di cliccare da un'altra parte.

Il nostro penultimo articolo era principalmente un campanello di allarme riguardo alle tendenze che cambiano come l'acqua che scorre in un torrente. Tutto scritto nel nostro stile, of course. Non siamo la verita infusa in musica (e ci conforta il fatto che nessuno lo è) e scriviamo dal nostro umilissimo punto di vista. Detto questo, rivendichiamo il diritto di scrivere su qualsiasi gruppo, e rivendichiamo di farlo anche solo analizzando i nostri pregiudizi al rispetto degli stessi. Se questa filosofia possa considerarsi o no critica musicale non sta a noi deciderlo...ma sicuramente neanche a voi.

Fondamentalmente la nostra esperienza londinese ci ha insegnato a diffidare dei Media-Hype e di tutto questo gioco dei revivals che va avanti da molto tempo solo per nascondere il fatto che la capitale inglese è immersa in una decadenza totale in fatto di musica. In generale non c'è molto interesse per la musica suonata, ed è per questo che c'é una generale tendenza anche per i gruppi "tradizionali" a strizzare l'occhio a generi più assmilabili all'elettronica.

Le ragioni di questo potrebbero essere svariate, ma per noi (e lo dico con evidenze empiriche: i.e. conosciamo Londra da cittadini, i.e. conosciamo la scena dell'industria musicale londinese da lavoratori) queste ragioni risiedono nel fatto che semplicemente a Londra si vive male.

Londra avrà sempre un fascino infinito...ma a che prezzo?

Ricordiamo di aver toccato l'argomento durante un'intervista con uno degli uomini a nostro avviso più influenti della musica contemporanea cioè Ian Ivlasky co-fondatore della Constellation Records e chitarrista di ASMZ e Godspeed You! Black Emperor.

Chiedemmo a Ian se pensasse che la vitalità della scena di Montreal fosse dovuta anche al fatto che la gente potesse avere tempo di coniugare una vita normale con una vita artistica, senza essere costretti per forza a scegliere.

Egli ci rispose di sì, che fosse una parte assolutamente centrale. "Il fatto di poter vivere con un part-time ti permette di lasciare la tua mente libera per altre mille cose...questo non lo puoi fare a Downtown Manhattan o a Londra..."

La musica è espressione culturale e la cultura molto spesso è riflesso della società; la salute di una scena culturale è spesso strettamente legata al benestare dei cittadini di quella società.

Londra è oramai troppo grande, e troppo affollata (chiedete a qualsiasi urbanista), ha enormi problemi razziali e sociali. È una città governata esclusivamente da leggi di mercato. È per questo che tutto viene lasciato a una specie di controllo economico che tocca la vita di ognuno. Il tuo reddito detta il tuo quartiere, il tuo vestire, le persone che frequenti, i locali che frequenti, la frequenza con la quale li frequenti, e indirettamente la musica che ascolti. Si può opinare che questo succede in qualsiasi città ma per ragioni congiunte questo è evidente più che mai a Londra.

Un'altro fattore importantissimo e ovviamente legato, è il tempo. Se hai 20-30 anni e sei una persona normale con uno stipendio normale, la cosa più normale è che vivrai in un quartiere e lavorerai in un altro. Il congiunto di spostamento-lavoro-spostamento non lascia tempo per coltivare dei progetti artistici. Sono molto poche (in relazione alla dimensione della città) le persone che suonano o che coltivano interessi al di fuori del loro lavoro.

Queto processo di ingrandimento smisurato delle città sta portando a una "provincializzazzione dell'arte". È un processo interessante che sta spostando l'attenzione su altri centri, su altri hotspot, Montreal appunto, Toronto, ma anche Brooklyn, Glasgow, Gotëborg...

Montreal skyline

Dopo questo breve inciso (ci sarebbe da scrivere dei papiri su ognuno degli spunti), vi lasciamo...c'è molto da espandere...ma purtroppo il tempo è quello che è.

16 commenti:

chris ha detto...

avevo scritto un papiro e me lo ha cancellato. peccato.

riscrivo giusto il finale e ti rifaccio i complimenti per il lavoro che stai facendo su questo blog zero paraculo e molto approfondito.

quando i gruppi inglesi arrivano al bronson la prima cosa che chiedono è uno specchio e se c'è la presa per il phon in camerino.
peccato che poi non riescano nemmeno a suonare i propri pezzi (wrm - horrors)

Friends of Enemies ha detto...

peccato, se riesci a recuperare i tuoi scritti mettili su!

gruppi inglesi buoni ce n'è solo che sono veramente fuori da certi giri.

per esempio: i Tunng spaccano, abitano tra Londra e Brighton e mi hanno sottolineato le stesse dinamiche da metropoli. c'è molto da discutere.


mi piacerebbe sentire altre opinioni di altri emigrati londinesi...

Kekko ha detto...

non sono d'accordo. due esempi, un positivo e un negativo:

1) new york anni '80, postpunk no wave e noise glenn branca ecc. tutti poveri con le pezze al culo, musica mai sentita così figa.

2) grime dubstep e quant'altro. scena sostanzialmente londinese interessante il triplo di qualsiasi montreal...

Friends of Enemies ha detto...

ovviamente parlavo in un contesto generalista, tuttavia caro kekko, dai tuoi esempi penso invece che tu stia sottoscrivendo i miei concetti:

NY anni '80...tutti poveri, ma tutti che riuscivano a sopravvivere anche essendo poveri. e a fare musica meravigliosa.

grime/dubstep...perdona l'ignoranza ma non sono sicuro a cosa ti riferisci in particolare, ti dico però che le realtà che non abbisognano di una realtà collettiva, i.e. che vedano la creazione di musica da soli sono molto vive a londra.

dust ha detto...

penso che le tue considerazioni siano molto interessanti. credo anch'io che gli artisti, quelli veri (non sempre, anzi quasi mai, fortunati dal punto di vista dei guadagni), spesso vadano a cercare suluzioni abitative e di vita dove costano meno e dove è più semplice "tirare a campare" e dedicare più tempo e energie alla creazione e produzione artistica.
Molti anni fa parlavo con il giovane bassista degli Hypnotics e di Gallon Drunk. Quando gli ho chiesto informazioni sui locali interessanti a Londra lui mi ha risposto che non lo sapeva perchè non aveva abbastanza soldi per frequentarli.. forse mi diceva cazzate? non lo so io a Londra non si sono mai stato purtroppo per cui non so valutare la cosa e però la sua risposta (che mi era parsa sincera) mi ha basito..
Non è un caso invece che nella rilassatissima ed economicissima Berlino molti artisti o creativi si stiano trasferendo ad esempio..

steve A ha detto...

boh! io ho vissuto a Londra per un periodo di 8 mesi.Non è un periodo sufficientemente lungo per arrivare a conslusioni definitive riguardo la città lo so, però lavoravo 6.5 ore al giorno ed avevo i weekend liberi. Un lavoro modesto in un magazzino dove non servivano particolari capacità lavorative (senon la voglia di lavore) nè linguistiche (il mio inglese era ed è tutt'ora molto basic) la paga era quella base ma con qella riuscivo a mantenermi (affitto + mangiare) vedere concerti, comrpare cds e libri (i prezzi per cd, concerti, e libri sono bassissimi!) e riuscivo tranquillamente a prendermi da vestire, non nei negozi delle griffe ma nei mercatini che a Londra abbondano. Il costo della vita se paragonato all'italia e assolutamente più basso ( intendo rapporto stipendio-spese, non sono un'economista perdonatemi)Per gli affitti è logico che se uno vuole vivere in Chelsea non ce ne è, ma ci sono zone molo economiche come nella parte est di Londra oppure periferia dove abitavo io .La gente esce, compra libri cd, frequenta teatri, cinema, ai concerti c'era sempre una gran folla e spesso anche per le piccole gigs c'era il sold out già mesi prima. Faccio un esempio con una band citata nel blog in precedenza Radio 4, una band che sicuramente non la si può considerare band da copertina, concerto al London scala tutto esaurito in ogni ordine di posti, era appena uscito Gotham. Italia, Bologna, tenda Estragon, poca gente e per nulla interessata.
Ma anche ai concerti dei gruppi più impronunciabili e più sconosciuti c'era sempre una gran folla, curiosa, attenta e con voglia di divertirsi. la scena musicale Londinese è sempre in continuo divenire e a Deptford nel maggio scorso ho parteciapto all'annuale festival di "arte alternativa" ( cito il nome e basta) dove si sono esibite bands assolutamente interessanti, quali Klaxons, These new puritans, men like me, 586 proponendo suoni e spettacoli assolutamente interessanti e nessuna delle bands citate non era ancora entrata nelle grazie del NME. I djs tra una band e l'altra si destreggiavano tra musica electro mai sentita da me prima di allora in altri club (mstkrft, simian mobile disco ma anche molte cose che nn conoscevo) a remixes di vecchi successi anni 90 e visto che la gente sembrava molto coinvolta suppongo fosse una proposta che già da tempo si sentiva a Londra. La gente era varia ed eterogenea sia nel modo di vestire, sia per estrazione sociale, sia dal punto di vista culturale-razziale. Londra non è solo la città degli Horrors, o dei WRM e credo di poter affermare in ogni caso che per fare buona musica o ascoltare buona musica (quale sarà poi la buona musica) non si debba necessariamente indossare una maglietta della salute o una felpa dei sunn 0))) ma lo si può fare anche indossando una cravatta un paio di pantaloni stretti e addirittura guardandosi allo specchio con una certa assiduità (che non è cmq il caso degli horrors e mi sa che qui siam in molti ad essere d'accordo).A mio modesto avviso, inquesto momento non vedo in nessun parte del modno bands seminali che si propongono come innovatori dell'attuale scena musicale mondiale ed anche qui la teroria del revival non regge molto perchè la musica è revival! che si vada a pescare in epoche passate lontane o molto più recenti ( tokyo police club stanno già riesumando il primo album degli strokes mischiandoli con i ben più scadenti The Bravery)per creare si ha sempre bisogno di trovare spunti dal passato. Perdonate la lunghezza

Kekko ha detto...

beh, i food. tipo.

Friends of Enemies ha detto...

@steve a

hai ragione, ovviamente londra ha mille facce, ognuno sicuramente ha visto e vissuto una città diversa...magari io non gli ho dato abbastanza tempo ma la sensazione che ho avuto io è che si fa molta fatica ad integrarsi. e che è una città di passaggio...tutti quelli che ci stanno ci sono rimbalzati sopra per qualche ragione...

il più grande limite alla città lo vedo urbanistico...è troppo ampia da punto a punto...è veramente immensa. forse è che sono un provincialotto at heart.

alla fine però è anche il suo bello...a volte mi manca. solo a volte.

Steve A ha detto...

Food??nah, portano avanti un discorso iniziato parecchie decadi fa. Comunque intendevo bands in ambito rock-pop (per dirlo alla "Rumore") non avant-jazz.

dust ha detto...

ripeto, io a Londra non ci sono mai stato per cui ringrazio chi ci ha invece vissuto e lavorato per un periodo lungo per le informazioni di prima mano che mi può dare. sono sicuro che amando molto le grandi metropoli (in generale) potrei sicuramente prendere una sbandata anche per Londra (spero anche di visitarla presto). Devo dire però che i (pochi) londinesi che ho incontrato non mi sono mai sembrati molto entusiasti della loro città (questo però è anche normale.. l'erba del vicino è sempre più verde).

Kekko ha detto...

Steve:

Food??nah, portano avanti un discorso iniziato parecchie decadi fa. Comunque intendevo bands in ambito rock-pop (per dirlo alla "Rumore") non avant-jazz.

non direi che Food sia un gruppo avant-jazz. l'unico punto in comune con il jazz è che c'è un trombettista... il quale peraltro suona pure con nine horses, tanto per stare dentro al rock-pop. e come cazzo suona....
ma poi anche food secondo me è un discorso estremamente rock/pop, come del resto radian. certamente, non è pop convenzionale ma nondimeno musica "popolare", e non improvvisata (non che il pop non possa esserlo, altrimenti il miglior cantautore degli ultimi anni non sarebbe phil elvrum -e non ascolterò chi mi dice che questo non è vero). è musica di struttura pop che prende elemnenti dal passato ma completamente a caso, tipo -non so- come poteva fare ad esempio il secondo HC americano con il rock'n'roll e fare cose totalmente nuove. poi ok, parlo solo di quel che conosco e uso sfumature "mie..." ma credo sia chiaro come la penso, almeno in parte.

ma se effettivamente hai sottomano gruppi che facevano musica tipo food prima di food, CAZZO! vado a prelevare i soldi in banca per gli acquisti. mandami una mail con i dettagli!

steveblack ha detto...

Certo che a scrivere certi "pistolotti" lunghi non vi batte prorpio nessuno, siete 3-4 fuoriclasse.
Io con tutta sincerità non concordo sul fatto che questo blog sia "zero paraculo", anzi a me lo sembra eccome, paradossalmente proprio cercando di "nonesserlo", ma questa è una mia opinione, nel senso, sai già in partenza che quello che scrivi piacerà a "qualcuno" a cui vuoi piacere.
Altresì credo tu scriva molto bene, semplice ma non banale nei termini.
Il famigerato post sui "klaxons" non lo condivido tutt'ora, ma non posso non notare che è scritto molto bene.
Concordo sul fatto che alcune band inglesi, da esperienza personale, non siano poi dei grandi musicisti, soprattutto in chiave live, io, oltre che WRM ed HORRORS, ci aggiungerei proprio i KLAXONS che ho visto a londra ancora prima uscisse il singolo, ed hanno suonato molto male, però era un contesto "strano", diciamo, e vorrei rivederli il 9/3 al new age.
A me il trasformismo non dispice così tanto, se chiedono specchio e phon e suonano bene, ben venga. Bowie a suo tempo impiegava ore al trucco. Poi c'è chi il phon non se lo può permettere.
A volte mi sembrate un pò troppo perbenisti (musicalmente parlando) o forse sono io troppo "permalista".
Concludendo, a riguardo dei nostri pezzi, anch'io credo non siano ancora del tutto eccezionali, concordo sul fatto che "sunday" sia un pò banale, all'inizio non volevamo nemmeno farla sentire, ma poi l'abbiamo rivista prorpio in chiave "sappiamo che è banale e ci abbiamo calcato la mano".
Sono i primi pezzi, ne abbiamo molti di nuovi che ora faremo sentire, non so se tu suoni, ma io suono con bands da 15 anni e ti posso assicurare che prima di prendere una prorpia identità ci vuole tempo e forse anche qualche pezzo che a distanza di tempo dici "ma che cavolate facevo?".
Che io mi sia un pò infastidito è vero, però tu hai sparato sentenze gratuite senza aver la minima idea del tempo e della vita che devo fare per conciliare il lavoro che faccio con il portare avanti progetti musicali. Credimi ci si fa un mazzo tanto per nulla, e in "discoteca",come dici tu, non mi ha mai giovato in tema di popolarità, al massimo quello è il mio modo di essere a prescindere dal gruppo, farfallone.
Quel discorso è stato semplicemente offensivo e avresti fatto più bella figura nel risparmiartelo.
Insomma avevi toccato un nervo scoperto, ecco. Denigrando a caso, senza pensare al lavoro che uno ci mette dietro e soprattutto inserendoci gratuitamente con gruppi con cui non abbiamo assolutamente nulla a che fare. Io i RAVE non li ho mai fatti, ne vecchi ne "nu".
Il mio background musicale e tutt'altro, forse semplicemente non li hai poi ascoltati i nostri pezzi. di questo sono quasi convinto. Tu hai visto una foto casuale con due colori fluo e già hai etichettato. Questo mi da fastidio: chi non ascolta.
Ma c'è una cosa che amo: chi scrive bene. Per questo leggo il TUO blog. Quando posso.
Ed anch'io entro nella top5 dei "pistolotti". ora.

p.s. se dovessi rispondere e non trovi controrisposta è solo per un fatto di tempo, non di indiferenza.

Friends of Enemies ha detto...

Lecita la tua controrisposta Steve, grazie anche dei complimenti.

Dall'accusa di paraculo é un po' difficile difendersi, ma non mi ci impegnerò molto, so che non t'interessa granchè neanche a te.

Comunque ti posso giurare che di tutta la gente che ha commentato io conosco personalmente solo Chris e Diego. Quindi gli altri non so bene chi sono e non vedo che vantaggio c'avrei ad accattivarmi le loro simpatie. Peraltro non vivo nemmeno a RA.

A parte questo, io resto delle mie opinioni e voi delle vostre, conosco molto bene l'impegno che necessita avere un gruppo. E di questo io vi faccio i complimenti. Fidati, ascolto quello su cui scrivo, ma a volte, come ho rivendicato e come rivendico, solo la presenza scenica di un gruppo può far si che a me non piacciano (intendo come un gruppo si pone di fronte a un pubblico, non solo live).

Chris fa il gestore di locali, ma è anche uno che apprezza molto la musica. Lui deve conciliare due mondi ma mi sembrerebbe ingiusto chiedergli di non avere un'opinione personale riguardo ai suoi gusti musicali.

Intorno al non suonare bene, io ai tempi ero impazzito per i Minutemen che se riuscivano a infilare tre accordi di seguito era un miracolo.
Però in quel contesto, con quei testi, con quel formato striminzito di canzoni e con quell'attitudine e con quel modo di vestire erano semplicemente a un livello superiore.

Altro esempio: i Muse. Io li odio, eppure molti mi dicono che dal vivo sprigionano un'energia intensissima, ma lo vedo tutto di cartapesta, tutto mi suona male. E il tutto per le stesse ragioni di prima. La loro musica, in questo contesto, e con quell'immagine che danno così ruffiani e "paraculi" (tanto per essere ridondanti) mi repelle.

Riguardo alla scena Nu-Rave e come molte persone abbiano dei dubbi al riguardo ti rimanderei a un editoriale apparso su Pitchfork molto ben documentato.

Riguardo al mio perbenismo in musica, non so a cosa ti riferisci. Se non cado nel tranello delle glowsticks e del fluo, non significa che sono un conservatore. Ascolto praticamente solo della musica contemporanea (con delle eccezioni, of course)
I miei gusti vanno da Woody Guthrie fino ad ascoltare Ellen Allien. Sul blog sono apparsi anche i The Books per esempio che non mi sembrano cosí tradizionalisti.

steve A ha detto...

@Kekko:il livello di dicussione sale, quindi dovrei defilarmi. I Food gli ho sentiti perchè consigliati da te e sinceramente sono molto distanti dai miei ascolti attuali e forse anche passati. diciamo che da un primo ascolto li trovo musicisti eccezionali che fanno convivere nella stessa canzone elementi di musica rock, funky e jazz. Non mi ricordano ovviamente nessuno in particolare ma mi sembra che questo crossover dei generi sovracitati sia un territorio già esplorato. dico un nome a caso, Frank zappa ad esempio (e non perchè è citato sul loro sito) loro lo fanno in chiave personale ed è senz'altro un valore aggiunto a quanto però esisteva già prima.
Però non voglio andare olre. non mi convince il fatto che tu li ritenga una pop-rock band perchè tendenzialmente le canzoni pop hanno una struttura ben precisa, strofa e rit si alternano in modo chiaro e distinito, la duarata della composizione varia dai 2 ai..esageriamo 5, ed è musica di facile ascolto (mi riferisco ai più ovviamente) e comunque l'ostentazione di tecnica strumentale così elevata non è mai riscontrabile nella produzione pop. Vabbè dai ho detto la mia in qualche modo.Forse ho tralascitao qualcosa ma oggi è stata una giornataccia.
Si fa interessante questo blog

Friends of Enemies ha detto...

si si fa interessante specialmente perchè non ho mai ascoltato i Food. ora mi avete incuriosito di peso.

Kekko ha detto...

beh per questo esiste(va) Wide e/o i vostri programmi di illegal download preferiti. nel caso, comunque, il fatto che due persone si ascoltano arve henriksen perchè ne parlo io (che poi lo conosco da manco un paio d'anni, non è che vogliam fare gli esegeti qua) è motivo di vivere un altro giorno. info varie: Rune Grammofon.